Stephen King Goes to the Movies

Di cosa ho paura? Ragni, serpenti e… mia suocera*

Come si diventa Maestri del Terrore?

Ascoltando buona musica e leggendo, leggendo parecchio. Almeno stando alle notizie sulla prima adolescenza di zio Stephen, che al contrario di quanto si potrebbe pensare non impiegava il suo tempo a infilzare lucertole o a far volare per aria il gatto del vicino.

Lui è un uomo tradizionalista.
Le perversioni ce le ha dentro, le ha tenute in vitro per anni e da bravo chimico le ha fatte esplodere dentro i suoi libri.

Stephen King Goes to the Movies è una raccolta di racconti adattati al grande schermo, una selezione di cinque classici dove per classico intendo che mentre leggi è normale sbuchi un braccio da sotto il letto e ti possa venire un infarto, e magari zio Stephen sta descrivendo un mazzo di fiori non chilometri di budella.

In alcuni di questi casi la genialità dello scrittore incontra quella di registi e sceneggiatori dando vita all’immaginazione più sfrenata, e il bello sta proprio nel conoscere l’opinione dell’autore esposta prima di ogni racconto.

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(fanculopensiero)

Non credo di conoscere nessuno fortunato come me

Un libro non si giudica dalla copertina. Nemmeno dal titolo, se proprio vogliamo pignoleggiare.

A volte è necessario aprirlo e sfogliare le prime pagine per scoprire che il Principio d’Innamoramento ci stava già osservando compiaciuto, seduto su una poltroncina della libreria pronto a godersi quel tipo di spettacolo che tocca a tutti più volte nella vita: faccia uno fingi annoiata perplessità, faccia due resti stupito, faccia tre chiudi il libro e apri il portafogli (l’ordine e la tempistica di queste ultime due azioni è variabile).

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